Per me imprenditorialità significa costruire contesti in cui le persone possano esprimere al meglio il proprio potenziale. Un’impresa nasce dall’incontro tra individui, competenze e visioni diverse e cresce attraverso le relazioni che si costruiscono e si coltivano nel tempo, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione. Le tecnologie e l’hardware sono strumenti fondamentali, ma il vero valore risiede nel know-how, nella fiducia e nella capacità di mettere a sistema competenze complementari.
Fare impresa, per come la intendo io, vuol dire creare un luogo: uno spazio aperto alla passione, alla sperimentazione e a un’innovazione consapevole, dove le persone siano libere di costruire ciò che altrove sarebbe difficile anche solo immaginare. È in questi contesti che curiosità e visione si incontrano, e che idee anche radicali trovano una struttura capace di renderle reali. Mettere in relazione ingegneri, designer, scienziati, artisti, filosofi, architetti, economisti e creativi significa trasformare il fare in qualcosa che va oltre la tecnologia: uno strumento di impatto concreto, economico, sociale ed ecologico.
Quale è stata l'esperienza o la lezione più significativa che hai acquisito durante il tuo percorso?
Durante il mio periodo di dottorato negli Stati Uniti ho capito quanto il modo in cui si costruiscono gli ambienti di lavoro influenzi direttamente la qualità dell’innovazione. In contesti come MIT e Harvard, la collaborazione non è lasciata al caso: è progettata. Gli spazi, le strutture organizzative e la cultura sono pensati per favorire l’incontro continuo tra competenze diverse, rendendo naturale il dialogo tra ingegneri, scienziati, medici e designer.
Ho anche imparato quanto sia importante stare nel bello. Ambienti curati, luminosi, stimolanti con rilevanza storica e culturale rendono le persone più aperte, più predisposte all’ascolto e alla condivisione. Quando le persone stanno bene nei luoghi che abitano, lavorano meglio insieme e sono più inclini a prendersi cura delle idee degli altri. Questa esperienza mi ha insegnato che l’innovazione non dipende solo dal talento individuale, ma dalla capacità di progettare contesti, fisici e culturali che facilitino collaborazione, fiducia e scambio continuo. È una lezione che oggi cerco di portare in Oniro: progettare non solo tecnologie, ma luoghi e sistemi in cui le persone possano esprimersi davvero.
In cosa Oniro si contraddistingue nel panorama competitivo?
Oniro si distingue perché affronta l’innovazione come un processo integrato, non come una semplice somma di tecnologia e prodotto. Da un lato sviluppiamo una tecnologia proprietaria, la Foam Additive Manufacturing, che permette di realizzare strutture monomateriale, leggere e completamente riciclabili in un unico processo, superando molti dei limiti delle soluzioni additive tradizionali. Dall’altro, ciò che ci rende davvero distintivi è l’approccio.
Oniro è pensata come un luogo in cui competenze diverse lavorano insieme fin dall’inizio: ingegneria, scienza dei materiali, design e visione sistemica convivono nello stesso spazio di sviluppo. Questo ci consente di affrontare problemi complessi in modo trasversale e di trasferire più rapidamente la ricerca in applicazioni reali, con un impatto concreto su settori come l’aerospazio, il navale e la manifattura sostenibile. In questo senso, Oniro non compete solo sul piano tecnologico, ma sul modo in cui costruisce innovazione.
Quale è il tuo motto personale e professionale?
Festina lente (Affrettati lentamente). Fare in fretta, ma con profondità: perché l’innovazione deve restare radicata in un rapporto armonico con la natura e con la realtà.
ELITE: l’ecosistema che aiuta le piccole e medie imprese a crescere e ad accedere ai mercati dei capitali privati e pubblici. Perché è un’opportunità che altre imprese devono considerare?
ELITE è un’opportunità perché aiuta le imprese a crescere in modo strutturato e consapevole. Non si tratta solo di accedere ai capitali, ma di acquisire strumenti, competenze e una cultura di impresa che permettono di affrontare la crescita con maggiore solidità. In un momento in cui molte aziende innovano velocemente ma senza struttura, ELITE offre un contesto che aiuta a dare forma, metodo e credibilità ai progetti imprenditoriali.
Il valore dell’ecosistema ELITE sta anche nella rete: il confronto con altre imprese, investitori e partner internazionali consente di ampliare la visione, migliorare i processi decisionali e accelerare lo sviluppo senza perdere controllo e identità. Per questo è un’opportunità che molte imprese dovrebbero considerare, soprattutto se vogliono crescere mantenendo coerenza tra visione, impatto e sostenibilità nel lungo periodo.
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