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18 Mar 22
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18 Mar 22
8° Report italiano sui Minibond Osservatori Entrepreneurship Finance & Innovation DOWNLOAD PDF

 Minibond: definizioni e contesto 

Il nostro Osservatorio definisce i minibond come titoli di debito (obbligazioni e cambiali finanziarie) emessi da società italiane non finanziarie, quotate o non quotate in Borsa, in virtù delle innovazioni normative introdotte dal 2012 in avanti. In particolare ci riferiamo a emissioni da parte di società di capitale o cooperative aventi operatività propria (escludendo veicoli per acquisizioni, banche, assicurazioni e società finanziarie) di importo inferiore a € 50 milioni, non quotate su listini aperti agli investitori retail. 

I minibond rappresentano una forma di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario per diversificare le fonti e accedere al mercato competitivo degli investitori professionali. Anche nel 2021 l’industria dei minibondha conquistato nuove emittenti e ha confermato le posizioni supportata dalle garanzie pubbliche potenziate a valle degli effetti della pandemia Covid-19. Un’ulteriore spinta è arrivata dalla misura del Fondo Patrimonio PMI di Invitalia, che fra il 2020 e il 2021 ha coinvolto 154 imprese, per un controvalore complessivo di € 264,5 milioni; tali emittenti ed emissioni non sono considerate nei numeri che seguono a causa della standardizzazione di questi minibond. Sono comunque a tutti gli effetti titoli di debito che hanno consentito di raccogliere risorse 

Le imprese emittenti

La ricerca, considerando i parametri prima introdotti, ha identificato 832 imprese italiane che alla data del 31 dicembre 2021 avevano collocato minibond; di queste, 520 (il 62,5%) sono PMI in base alla definizione UE. Nel 2021 le emittenti sono state 200 (di cui ben 163 si sono affacciate sul mercato per la prima volta), in aumento rispetto alle 173 del 2020. Le emittenti del 2021 sono per il 52,0% SpA, per il 45,0% Srl (tipologia in forte aumento) e per il 3,0% società cooperative. Si è visto un buon aumento delle emittenti che presentavano un fatturato di conto economico fino a € 10 milioni e c’è stato un recupero per le imprese con ricavi fra € 100 milioni e € 500 milioni. 

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