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04 Mar 22
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04 Mar 22
Intervista a Gianluca Tacchella, CEO Carrera Jeans E’ importante non solo capire che ci sono nuovi standard ma anche quali sono gli strumenti e le competenze che gli imprenditori e le PMI pos...

1. Cosa significa per te "imprenditorialità"?
Imprenditorialità significa capacità di trovare/creare opportunità, in ogni ambito, soprattutto in un contesto incerto. La sento più legata ad una missione che ad una capacità professionale. Una missione che ha come scopo quello di creare un beneficio per la propria comunità per tendere ad un mondo migliore, di dare più opportunità anche ai meno fortunati.   
La vedo molto più legata ad un concetto di servizio che di business. Credo che chi ha del talento da spendere, abbia il dovere di metterlo a disposizione.  

 

2. Quale è stata l'esperienza o la lezione più significativa che hai acquisito durante il tuo percorso?
Ho avuto la fortuna di vivere una storia aziendale che dura da 57 anni. Prima come figlio di imprenditore, poi come dipendente e infine come CEO. Carrera ha fatto un percorso incredibile, prima grande azienda con tanti stabilimenti in Italia, poi le dismissioni e la ricollocazione all’estero, poi la rivoluzione commerciale con l’entrata dei gruppi monomarca, delle catene GDO, di internet. Ha dovuto rivedere più volte modelli produttivi e commerciali L’azienda è passata in mezzo a tutto questo, praticamente con lo stesso prodotto e quasi con le stesse persone.
Da questo ho imparato due cose: l’importanza della continuità nel fare le cose e del rispetto dell’intera filiera (fornitore, clienti, sistema finanziario, soci, dipendenti). E’ vero che il cliente finale è il re, è quello che ci fa lo stipendio, ma vi assicuro che buoni fornitori, dipendenti che non mollano, soci che non litigano, banche che ti supportano non sono da meno.
Altra lezione che ho imparato è che i tempi nel business non sono i nostri frenetici tempi.
3. In che modo Carrera Jeans si contraddistingue nel panorama competitivo?
Carrera è un unicum si tante cose. Per la storia, 57 anni, per la notorietà, per quota di mercato (leader di mercato con quasi 10% di quota nei pantaloni uomo, da 50 anni ormai), per la fedeltà dei suoi clienti (i consumatori sono uomini ma le acquirenti sono principalmente le mogli), per il fatto di avere una filiera produttiva totalmente integrata nei pantaloni certificata con Block-Chain, per la distribuzione multicanale spinta (abbiamo portato i nostri prodotti in tante catene che non hanno abbigliamento quali Pittarosso, Autogrill, Bricoio, Petshop, Happycasa, etc), per l’innovazione dei prodotti (es: leggj-eans con trattamento ad Aloe Vera), per il valore percepito del prodotto (alta qualità ad un prezzo giusto), per la cura nel controllo delle taglie che rende il prodotto acquistabile ovunque, per il servizio di display che diamo ai clienti della GDO, per la capacità, storica, di adattarsi a situazioni avverse o complicate (non ultimo durante il Covid, dove ci siamo messi a fare mascherine di cotone).
4. Quale è il tuo motto personale e professionale?
Non ci ho mai pensato, non ne ho uno in particolare. Mi piace essere un po' imprevedibile e anche camaleonte. Ho un lavoro che mi piace e mi diverte e tanti collaboratori con cui ho piacere di passare le giornate. Non ho bisogno di tanto altro.
Se ne dovessi pensare a uno: sii onesto, schietto e vai subito al punto.
5. ELITE: il private market e network che crea valore per imprese, operatori di mercato, economia reale. Perché è un’opportunità che altre imprese devono considerare?
Le aziende operano in mercati sempre più interconnessi e complessi dove i grandi player alzano continuamente l’asticella e abituano i consumatori a nuovi standard a cui tutti, dolenti o nolenti, devono cercare di tendere.
E’ importante quindi non solo capire che ci sono nuovi standard ma anche quali sono gli strumenti e le competenze che gli imprenditori e le PMI possono metter in campo per raggiungerli. Con questa ottica il programma ELITE diventa molto importante.